Libri all’indice? qualche nota

piccolo blu copertina

by Silkoclock

La recente disposizione del nuovo sindaco di Venezia che ha fatto ritirare dalle scuole pubbliche 49 titoli di libri per l’infanzia perché sospettati di essere troppo in linea con una supposta “teoria gender” pone una serie di interrogativi.

Nell’attuale panorama di famiglie arcobaleno e monogenitoriali porre all’indice libri per bambini perché propongono una visione più allargata di famiglia sembra soltanto anacronistico.

Se non fosse che queste famiglie ci sono sempre state: dalle “adozioni culturali” dei “figli d’anima” non così rare anche nelle nostre campagne un tempo, ai ragazzi del dopoguerra cresciuti da madri-vedove o  i figli delle ragazze-madri, solo per fare alcuni esempi.

Ma soprattutto due cose colpiscono:

  • 1- dire che questi libri non possono entrare nelle nostre scuole, come se i docenti a cui questi testi venivano proposti non fossero loro in grado di valutare ciò che per le loro classi   fosse più congruo;
  • 2- discriminare fra le famiglie in cui i bambini crescono senza tener conto e rappresentare realtà che già molti di loro conoscono quotidianamente.

Questi due presupposti ledono, più che istanze di libertà (per fortuna il nostro mondo di scelte oggi va oltre gli orizzonti dell’amministrazione veneziana), realtà sociali ed esistenziali ben presenti anche in Italia e soprattutto escludono ed emarginano quei bambini che queste realtà già vivono… e questo la scuola pubblica non può permetterselo.

dov'è mamma