il colore dell’estate

OMBRELLONE COLORATO

Abbiamo  trascorso l’inverno variamente coperte, anche se ci suggerivano i sandali per uscire sulla neve e di indossare pump e decolletes senza calze (venite pure a Trento a dirmelo in faccia!) e per trovare abiti  e giacche con le maniche bisognava girarne di negozi (ma questo è l’effetto aria condizionata di cui parleremo in un’altra occasione).

Durante l’estate invece siamo costrette a mostrare i nostri corpi: questo racconta di noi molto più di una conversazione. 

COPERTINAIl confronto con i modelli di donna con i quali abbiamo variamente litigato – anche a seconda del nostro convincimento femminista – diventa palese ed insostenibile.

Siete state a dieta? Avete fatto ginnastica? E le pillole per l’addome piatto? Il sedere cade? Non avete fatto gli esercizi suggeriti da Cosmopolitan! Non avete contrastato la culotte de cheval?  E adesso come fate con i pantaloncini? Come state messe con i peli? Li coltivate, oppure inorridite al solo vederne uno?

Però provate a pensarci,  adesso il problema non siete più solo voi, sono le altre e gli altri. Gli altr* vedono voi, e voi gli altr*.

Il capo si fissa con i bermuda… con quelle ginocchia pelose e le quelle gambette secche. La collega bionda con la faccia da Madonnina ha le aureole sotto le ascelle, anche quest’anno. Perché diamine con dei piedi come quelli come quelli si ostina a portare le infradito? Certo che gli avambracci possono raggiungere dimensioni inaspettate…

I calcagni entrano all’improvviso nel vostro orizzonte visivo, così le ginocchia.

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Quella signora ha tre pance, e certo i leggins al ginocchio non aiutano, né tirare la maglietta di cotono fin sotto il sedere….

Braccia corte, lunghe, grosse, pelose o lisce…gomiti, polsi caviglie, piedi…

Insomma, quanto siamo tolleranti o intolleranti con la normalità altrui?

Fino a che non dobbiamo vederla e condividerla è facile dichiarare di accettare le differenze.  Quello che fanno  altr* del loro corpo e la cura che mostrano di averne è direttamente proporzionale all’importanza che il corpo ha nella loro cultura? Alla loro idea di bellezza?

Candy in hands
Candy in hands

A loro deve importare di quello che pensiamo noi al riguardo? La nostra bellezza come la nostra bruttezza ci colpisce, non c’è make up che tenga sotto il sole e quando si suda.

L’idea di perfezione che abbiamo solo immaginato per tutto l’inverno si squaglia davanti alla perentorietà con la quale i corpi veri si riprendono lo spazio. E mi chiedo se anche le vere personalità di quei corpi si dichiarino candidamente e apertamente.

Mostrarci come siamo, con le nostre piccole o grandi imperfezioni, con le ossa dritte o storte, proporzioni assortite variamente e colore della pelle e degli occhi modificato dal nostro rapporto con il sole, pelurie presenti o virtuali,  ci rende di più noi stess*?

I colori dell’estate trionfano e le nostre umanità sono ancora nascoste dai nostri corpi? Noi siamo i nostri corpi?

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