uno s/fascio di rose rosse

EDINBURGH, SCOTLAND - MAY 11: Rachel Horsman holds a rose - for the photographer - above a new installation by Paisley born Turner prize nominee, Anya Gallaccio, at her new installation Red on Green,  an installation of 10,000 red roses laid upon the gallery floor, at Jupiter Artland on May 11, 2012 in Edinburgh, Scotland The new work by the Paisley born artist, accompanied by Andy Goldsworthy installation the Coppice Room, opens the fourth season at Jupiter Artland. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images) EDINBURGH, SCOTLAND - MAY 11: Rachel Horsman holds a rose - for the photographer - above a new installation by Paisley born Turner prize nominee, Anya Gallaccio, at her new installation Red on Green, an installation of 10,000 red roses laid upon the gallery floor, at Jupiter Artland on May 11, 2012 in Edinburgh, Scotland The new work by the Paisley born artist, accompanied by Andy Goldsworthy installation the Coppice Room, opens the fourth season at Jupiter Artland. (Photo by Jeff J Mitchell/Getty Images)

By Silkoclock

Oggi vorrei fare di tutta l’erba un fascio. Un fascio di bellissime rose rosse spinose. Anzi uno sfascio.

Parlo della mia personale esperienza di bimba inconsapevole, molestata nella primissima infanzia, che di questa molestia o violenza non ricorda nulla, ma c’è risalita attraverso la sua corporeità ed emotività travolta da adulta.

Parlo delle Yazide, vendute e violate, usate e abusate, come preda di guerra, come razza inferiore.

Parlo delle tre donne le cui vite quest’anno nella mia zona sono state spente per mano omicida di qualcuno che diceva di amarle.

Parlo di normalità, quotidianità di un destino comune di quante donne? Di un vissuto femminile di oggi.

Parlo di stalking e mobbing nei nostri destini ultramoderni, in carriere marginali che già di per se stesse sono male di vivere; di quanto poco siamo state accanto alle donne yugoslave (e le chiamo così per accomunarle tutte) e alle violenze che subirono, non secoli fa, pochi anni fa, e erano qui accanto a noi; di questa città che per “qualità della vita” è sempre tra le prime nelle statistiche dei giornali, tra un sindaco paesano che fa dichiarazioni sessiste, l’uccisione di una mamma orsa davanti ai suoi piccoli e pubblicità tipo ” se non me la dai, mela prendo”.

Constatazioni: fra cui tra le tante ci siamo io, le Yazide, i femminicidi in questa terra.

Certo, io stessa sono la prima laureata fra le generazioni di donne della mia famiglia; certo, le donne curde combattono e riconquistano città; certo, una trentina, Samantha Cristoforetti, ci parla dal cielo stellato.

“Quando abbiamo voluto, e molto abbiamo voluto, abbiamo saputo ribaltare il mondo”(Marina Terragni): ma oggi?

rose 1