A testa in giù nel Paese delle Meraviglie_ discorrendo con l’artista Alessia Carli

By Marionoclock

In un fresco pomeriggio di pioggia ho incontrato l’artista trentina Alessia Carli, che mi ha accompagnata sorridente attraverso il percorso espositivo della sua mostra intitolata “Par avion”, a Palazzo della Vicinia a Mezzocorona.

Nata nel 1976, una laurea in Sociologia, Alessia Carli è una donna le cui opere rivelano un mondo interiore arricchito negli anni da un particolare amore per gli alberi e gli oggetti desueti, dalle suggestioni lasciate da numerosi viaggi e dalla recente maternità che ha portato l’artista ad esplorare ancora più in profondità i simboli e i riti dell’infanzia, del gioco, della fiaba.

Ma quello di Alessia Carli è un mondo di fiaba capovolto, come lo stesso nome con cui firma le sue opere, Feeela, un mix tra la parola tedesca “fata” (Fee) e il diminutivo di Alessia al contrario (Ela).

Le sue opere sono popolate da donne-albero le cui mani diventano ora rami impreziositi da gemme ora radici, da personaggi delle fiabe o da donne reali ma leggendarie come le donne himba dalla pelle impastata d’ocra. Le buste originali delle lettere ricevute (“così romantiche in tempo di posta elettronica”, dice l’artista, sottolineando il suo amore per “le cose uniche”) sono state usate come materiale su cui disegnare e danno il titolo alla mostra, raccontando nel contempo l’amore per Frida Kahlo e per certo folklore messicano, per gli oggetti vintage, particolari, “irripetibili”.

Con una particolarità: tutte le donne, protagoniste assolute dell’opera di Feeela, sono rappresentate capovolte. “Perché le donne sono pilastri”, e lei le disegna partendo dal basso, ma iniziando con la testa, cui fa seguito il cuore (a cui sono dedicate un paio di buste dipinte, una delle quali reca la scritta “in loving memory of my heart”), l’ombelico, la vagina scoperta.

Le mani hanno le dita allungate e sono sempre grandi (“si disegnano grandi le cose importanti”), le braccia sono allargate “in segno di resa. E quando ci si arrende si è libere, si è vere. Sembra di essere inermi, invece si è forti in questo dire “eccomi, sono così, così come sono”, spiega la pittrice.

Nella nuova serie di disegni a tecnica mista (pastelli ad olio, china, matita, collage), le figure femminili hanno teste di animali, per lo più marini, come i pesci. “Ho preso a disegnare pesci in modo non cosciente…queste donne-pesce raffigurano l’essere contemporaneamente in due dimensioni; una parte resta fuori, l’altra è sommersa, condizione che si verifica anche nella maternità, che sposta necessariamente e miracolosamente le prospettive e le priorità: si esiste per un altro essere, l’ego tace, ci si ritrova un po’ senza parole… La stessa vita intrauterina si svolge in un ambiente liquido paragonabile a un mare. Sono stata ispirata, certo, anche dall’essere diventata madre”.

E un omaggio alle sue due bimbe sono i numerosi disegni di sorelline o di madre e figlia circondate da piccole tazze da tè fumanti e da teiere, da cui talvolta evaporano teste di donne (“come geni dalla lampada”), tutte ovviamente capovolte.

Lascio Alessia Carli mentre prepara una nuova opera, disegnando e ritagliando carta da parati Morris.
Sensibile e forte come le donne che disegna e dipinge, come la sua Cappuccetto Rosso che in un quadro si dice “dispiaciuta per aver mangiato il lupo, e fine della storia”.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...