Come salvarsi la vita con ferro e filo

centrini

by Marionoclock

Il Mandala è il Centro. E’ l’espressione di tutte le vie.
E’ la via dell’individuazione.
Carl Gustav Jung

jung

Cos’hanno in comune “centrini” a uncinetto, Cabala, labirinti, ruota indiana di medicina, i Ching, chakra, calendario maya?

La disposizione simmetrica, ordinata e ripetuta di uno schema in forma di cerchi concentrici: sono dei mandala.

Mandala è una parola che deriva dal sanscrito e significa “vortice”.

Jung ritenne che i Mandala fossero la proiezione di una forma analoga alla struttura della psiche profonda, che fossero degli “archetipi” e che l’utilizzo costante dei Mandala avesse positivi effetti terapeutici:

“… Il Mandala è un archetipo molto importante. E’ l’archetipo dell’ordine interiore ed esprime il fatto che esiste un centro ed una periferia, che cerca di abbracciare il tutto. E’ il simbolo della totalità. Perciò, durante una terapia, quando nella psiche del paziente c’è grande disordine e caos, questo simbolo può apparire sotto forma di Mandala nel sogno, o nelle fantasie o nei disegni liberi. Il Mandala compare spontaneamente come archetipo compensatorio, portando ordine, mostrando la possibilità dell’ordine….”

Lungi dall’essere un passatempo per bambini e bambine, costruire, colorare, percorrere un mandala è dunque un fare simbolico, in cui “il percorso è l’obiettivo”.

Da ragazzina ero circondata da donne operose che nei rari momenti liberi occupavano di nuovo le mani lavorando all’uncinetto. Spesso lavoravano in gruppo, talvolta anche in silenzio, gli occhi chini sulle mani.

Una volta sedute con in mano ferro e filo, era evidente quanto queste donne fossero concentrate e immerse con sincera gioia in quello che stavano facendo, al punto da lasciare sempre con un sospiro il tutto solo quando costrette – sempre chiamate da altri doveri domestici. Ricordo che quando chiedevo a mia madre o mia nonna, a tarda notte, “Non vai a dormire?”, la risposta era sempre la stessa: “Ancora un altro giro”.

Un giro. Già, perché il lavoro procede spesso dal centro verso l’esterno e questo percorso circolare è una meditazione sul Sé. I centrini o le singole parti a cerchi concentrici che vengono cucite insieme a formare altre figure geometriche altro non sono che dei mandala. Intrecciando il filo e continuando a farlo in cerchio, il simbolo entra nella vita quotidiana; in tal modo, questo lavoro calma la mente e apporta ordine e pace interiore.

Mi sono resa conto di questa connessione solo recentemente, dopo aver visto per più di quarant’anni le donne della mia famiglia dedicarsi con passione a questo genere di lavori creativi che pure non ho mai voluto praticare.

Ho compreso come, spesso chiuse in ruoli rigidi e in realtà dagli orizzonti limitati, in quei giri di filo esse trovavano una dimensione per entrare e starsene abbagliate nel proprio fulgido Centro – in una stanza bellissima, davvero tutta per Sé.