Mangiare da sola non vuol dire essere sola

di Anna Grazia Giannuzzi

Ci sono alcune cose che per me è ancora difficile fare da sola. Per esempio andare al ristorante. Diciamo che è una cosa che ho imparato a fare ed a godermi solo da quando mangio cinese, giapponese e Thai. Infatti non sempre trovo qualcuno a cui va di venire con me ad assaggiare sapori nuovi, godersi la vista di piatti artistici e colorati e profumi insoliti, aspri e dolci nel contempo, piccanti all’inverosimile o apparentemente insipidi per far scoprire nuove declinazioni del gusto, con buona pace delle tagliatelle al ragù.

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Mangiare da sola al ristorante non è una cosa che mi fa paura di per sé, e penso che se voglio mangiare quello che pare a me restare da sola è sempre meglio che accompagnarmi a qualcuno che mangia qualcosa di cui non ho proprio voglia.

Mi sono accorta che però nella mia educazione esisteva questo precetto, accompagnato ad un altro  sullo stesso tenore che mi fa ancora ridere: attenta perché solo le prostituite fanno dondolare la borsetta. Forse negli anni sessanta, quando sono nata io le prostitute avevano borsette piccole da far dondolare come un richiamo per i clienti…  Negli anni sessanta in cui sono nata io  – e nel contesto culturale della mia famiglia  – prostituzione e solitudine erano due condizioni opposte minacciate a quelle donne che non accettavano il proprio ruolo di donna, il loro destino di donna… Credo che all’epoca fosse un tabù sociale.

Ancora adesso mia madre mi compatisce quando le dico che sono scappata in un ristorante cinese o giapponese per starmene in pace da sola a gustare cibi che amo e di cui sono diventata golosa da quando li ho provati. Certo lei non capisce come possano piacermi e questo anche ci divide, perché ora che sono madre so per esperienza diretta quanto bisogna cambiare per poter condividere qualcosa con figli e figlie, senza giudicare.

Io trovo che  nel mangiare da sola al ristorante ci sia potere e piacere. Anche quest’ultimo concetto non posso condividerlo con mia madre, che considera il cibo un nutriente e la strada per arrivare al cuore degli uomini, ma privo di una potenzialità godereccia da percepire intimamente attraverso la bocca, che io invece trovo eccitante ed appagante. Amo cucinare, conoscere il cibo, la sua provenienza, la sua coltivazione o cura, le mani attraverso le quali è passato e che lo hanno trattato prima di arrivare nel  mio piatto. Sono affascinata dal lungo viaggio che certi cibi fanno  per arrivare fino a me.

Trovo che quella di godere i sapori di un piatto ben preparato possa associarsi ad una vera e propria abilità. Perché amo ancor di più quando so che qualcuno ha preparato con cura, abilità e rispetto un piatto speciale per me.

Communal meals are woven into our DNA. But eating alone is no longer a social taboo.

Il potere è  nella scelta, perché ogni volta che ho libertà di scelta mi sento potente e forte.

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