Il Natale bambino

by Viky Keller

Natale è la festa dei bambini.Ero una bambina e costruivo castelli di neve nel cortile sotto casa. Sono
ancora una bambina e costruisco castelli di fantasia nella mia mente provata dalla realtà.
Vorrei sciogliere le ragnatele che con il tempo impediscono di vedere l’attimo.
Vorrei poter battere i piedi per trovare attenzione.

Quando un bambino prende fogli e colori è perchè vuole disegnare.
Non è un compito, ma un semplice desiderio.
L’approccio è avvolgente e totale e così i giochi dei bambini prendono vita e vagano per il mondo, fino a
quando non verranno immaginati da qualcun altro.
I giocattoli, dall’orsacchiotto di pezza alla bambola con le trecce, diventano amici fidati, compagni di
avventura e custodi di confidenze sussurrate.
Le scoperte dei bambini sono rivelazioni, i sogni sono a portata di mano.
Il mondo dei bambini è da proteggere, perchè può crollare in un attimo.

Avevo 6 anni e frequentavo la prima elementare. A dicembre la magia scalpitava vestita di rosso e
preparandomi al Natale assaporavo a piccoli bocconi il gusto di tradizione ed incanti: le luci tremolanti
di candele sistemate negli angoli addobbati, i profumi degli agrumi misti alle spezie dei dolciumi, il
tempo dilatato per stare con la famiglia. Erano emozioni rassicuranti e sono ricordi preziosissimi nella
mia memoria.

Erano gli ultimi giorni di scuola prima delle feste e durante la ricreazione si parlava di regali: “Tu
cosa hai chiesto a Gesù bambino?” “Cosa ti porterà Babbo Natale?” ed il pensiero di pacchetti colorati e
lucenti raccolti vicino al presepe faceva accellerare il battito del cuore.

E’ arrivato dal nulla come un fulmine che improvvisamente squarcia il cielo sereno. Un bambino più
grande, sconosciuto, stava ascoltando i nostri discorsi da piccoli con una smorfia sul viso. Se ne è
andato via come se non fosse mai esistito, non prima di pronunciare la frase che ricordo ancora
perfettamente :” Babbo Natale non esiste. I regali li comprano la tua mamma e il tuo papà.”. Il mistero
di Natale per me è finito così, ma in quel gelido ritorno alla realtà mi sono ripromessa che avrei sempre
difeso e custodito i sogni dei bambini.

E il primo è stato mio fratello, più piccolo di me di 3 anni, per il quale da quel momento sono diventata
il folletto del Natale, insegnandogli che se credi fortissimamente, nessuna magia è sprecata.
E nemmeno io voglio dimenticarlo, perchè nel mio mondo interiore siamo ancora bambina io, bambino tu!

 

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