Andante di Natale

by Silkoclock

L’affanno che la scìa dolente di quest’anno lascia, mi regala un Natale indifferente.

Anche le amiche, affaticate dietro a intrigate vicende di famiglia e lavoro, rincorrono ritagli di vita tutta per sé. Io stessa – adesso, posso dirlo, da sola- sono sommersa da necessità sociali, incombenze che non mi appartengono più, in cui non mi riconosco.

…gli addobbi, gli auguri, il rinfresco fra colleghi, la festicciola tra amiche, il pasticcio e l’arrosto coi parenti…tutte cose soccorrevoli, preziose e inutili, a cui presto una mia svagata attenzione…

Quest’anno reclamo una solitudine mia, beata e assorta, come quella del poeta Ungaretti, cent’anni fa. Il mio focolare forse sarà un computer dove scrivere e esplorare, forse il libro di una scrittrice, la piantina dai fiori rosa che mi hanno regalato  o il ricordo di te.

NATALE di Giuseppe Ungaretti,1916

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare.

 

 

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