Tre libri per finire l’Anno

by Silkoclock

Tre libri di quest’anno. Tre libri di donne. Tre libri di elenchi. Ma libri, non semplici inventari. Fantasiosi, indefinibili nel loro attingere dalla realtà.

“Lost in traslation” di Ella Frances Sanders sciorina 50 parole dai significati complessi, incantati, per noi solo definibili con frasi, giro di parole, presenti nelle varie lingue del mondo. Pensate che il giapponese ha un termine per indicare la pila di libri non letti…e il tedesco per definire il groviglio dei cavi. E così via, fino a “ubuntu”, una filosofia comunitaria in una sola espressione.

“Etimologiario” di Maria Sebregondi ci porta invece nell’universo delle etimologie fantastiche, dove l’assonanza e la composizione dei vocaboli evocano significati sorprendenti, ma che tutti sospettavamo.  Erano lì, aspettavano solo di essere rivelati. Un esempio: “asola s. f. (a-priv) – mai sola. Sempre accompagnata da un bottone”.

“Atlante degli abiti smessi” di Elvira Seminara sarebbe di per sé un romanzo, ma ciò che colpisce è ciò di cui è composto, il campionario delle cose appartenute alla protagonista, soprattutto dei vestiti. La vera conversazione , la trama, la fanno loro, la lista delle infinite possibilità di catalogarli.

Tre libri stravaganti, bizzarri, per imparare il significato nascosto, l’anima delle cose attraverso le parole che le definiscono.

 

 

2 comments

  1. Mi hai fatto venire voglia di leggerli..ma temo che finirei solo per comprarli..come si chiama la famosa pila di libri non letti dei giapponesi ?

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