Ingiusto e molesto

molestie

i fatti recenti di Colonia non possono restare senza commento. anche se siamo rimast* senza parole non è saggio tacere anche se bisogna essere sagg* per trovare le parole adatte. e in primis le idee. ecco questo è il problema fondamentale le idee e il loro valore. non possiamo negoziare con l’idea di donna occidentale che abbiamo costruito. e quindi come si fa?

imagesSL1K6IXA

è il come che ci manca. come si comunica la necessità del fondamentale  rispetto per la libertà intellettuale e sessuale delle donne? sentivo spesso che si diceva tra noi che dobbiamo fare qualcosa per le donne iraniane, siriane, arabe, africane…visto che non riusciamo a parlare con loro come facciamo?

oggi mi sembra in ogni caso più urgente parlare tra noi, di come possiamo farlo questo qualcosa senza passare per o diventare razziste, di nuovo urgentemente costrette a difendere la nostra integrità, la libertà di uscire la sera da sole, di accompagnarci con amiche o amici.

Turba l’apparire ripetuto e costante dell’idea che prede siamo e prede restiamo, che non abbiamo nessun valore intrinseco.

Che sia violenza fisica o “soltanto” verbale, il rispetto e la libertà sono nostre fino a che qualcuno non ce li leva.

Possibile che la violenza sia l’unica lingua che dobbiamo parlare per poter esistere? Possibile che la possibilità di prevaricare, umiliare, ferire e addirittura privare della vita siano l’unica caratteristica che accomuna gli uomini? e gli uomini si dividono in due gruppi: quelli che proteggono e quelli che ci stuprano?

Aumentare i controlli alle frontiere se va nel senso di considerare serenamente la possibilità che chi entra, chi circola, chi cerca casa o lavoro troppo spesso  non ha condiviso la creazione dei principi e delle regole di questo benessere economico e di questi equilibri sociali che sono per noi normali e scontati, che magari non ci crede e non ha intenzione di rispettarli, o addirittura come nel caso di alcune donne che non possono imparare la lingua del paese in cui vivono per precetto religioso o morale, gli viene impedito dal proprio credo. Con loro come facciamo a stabilire relazioni di reciproco rispetto? Eppure vorremmo dare a quelle donne le opportunità che noi ci siamo conquistate, la libertà ed i diritti che tutte meritiamo.

pensiamo che chi è intorno a noi sulla metro, in banca o al supermercato sappia come si vive da noi e conosca le regole abbastanza da sapere che tutto può essere oggetto di discussione e di critica, ma nulla deve spingersi fino metterli in pericolo con la violenza e la sopraffazione. pensiamo che voglia farlo consideriamo che la nostra terra sia una scelta, sicuramente un’opportunità o al minimo una terra di mezzo verso la terra promessa. invece scopriamo che così non è. E allora come facciamo? Come possiamo restare fedeli ai nostri principi e difenderli, senza sentirci o diventare intolleranti?

d’altro canto in queste situazioni si evidenzia anche che la consapevolezza del valore delle  donne come persone e della loro libertà di scelta in quanto tali su tutti i temi fondamentali in cui i diritti di una persona si esercitano, non è così ben radicata da poter pensare che esse sappiano difendersi e difenderla da sole.

questo non è solo un limite ma è anche la forza – secondo me -dell’occidente e del femminismo: la ricerca e la costruzione di una  relazione paritaria rispettosa con l’uomo, questa  è la forza dell’occidente e di una società davvero civile e libera, che sappia crescere e spingersi nel futuro.

street-photos-new-york-1950s-vivian-mayer-3