..però, sei brava!

ingresso sala Palazzo RoccabrunaAltro appuntamento con #qualpiumalavento, nella forma dibattito più concerto sabato sera. A Palazzo Roccabruna nella Sala del Conte Luna  il dibattito “PROFESSIONE DONNA”, nel quale – introdotte e moderate con garbo e competenza  da Marilena Guerra, giornalista e direttrice Trentino TV,  – si sono alternate le voci e le testimonianze di Claudia Gasperetti, imprenditrice e coordinatrice CIF, Lavinia Sartori, ingegnere e sales manager e Enrica Vinante, restauratrice

Si è aggiunta con un interessante intervento sul rapporto delle donne con il mondo del lavoro la consigliera di parità, Eleonora Stenico.

L’economia trentina  ci dice che come in altre parti d’Italia le prime a perdere il lavoro sono le donne con contratti precari, ma anche che quel 19% delle imprese al femminile è un dato serio ed attendibile che può soltanto crescere. Che se è vero che due stipendi sono meglio di uno è anche, e soprattutto,  vero che le donne che lavorano i figli li fanno perché sanno di poterli crescere nella stabilità economica, che se hanno incentivi e politiche di conciliazione che le aiutano non hanno bisogno di part-time perché amano il lavoro che fanno almeno quanto gli uomini e spesso lo mettono al primo posto nelle loro vite.

Per non considerare il fatto che le donne che lavorano spesso pranzano fuori e spendono di più per sè, e questo crea un indotto di mercato che significa nuovi  posti di lavoro.

Sei sei ingegnere ancora si pensa che tu debba essere un uomo, racconta Lavinia Sartori nel suo intervento, ma questo non ci deve scoraggiare, sappiamo benissimo che è solo questione di abitudine.

Le chiedo al termine davanti ad un bicchiere di bollicine se qualcuno le ha mai detto che è brava come un uomo? Ci riflette un momento e poi mi dice questo no, ma mi hanno detto: però, … sei brava!

Lasciando quindi sottintese in quel però tutte le considerazioni discriminanti che le donne assorbono fin da piccole e che bisogna ammettere un po’ tagliano le gambe, almeno all’inizio. Sartori afferma che in caso di contrasti con il mondo maschile lei ha sempre fatto un passo indietro, scegliendo una strada di poche polemiche ma di duro lavoro e di risultati e questo ha pagato nella sua carriera.

Linea quasi materna e molto conciliante per Vinante, che fonda nei mitici anni ’80 (dei quali molte femministe ricordano solo il dannosissimo Drive in e Nancy Reagan) la propria azienda e cresce professionalmente collaboratrici talentuose e fidate, che immaginerebbe a capaci di successo nel mettersi in proprio e con la sua benedizione.  Due storie imprenditoriali  caratterizzate da un mix di tenacia, impegno e fatica, non disgiunte dalla necessità di far fronte a convenzioni sociali e pregiudizi di inadeguatezza. La fiducia in se stesse e la volontà sono caratteristiche comuni e necessarie per poter costruire partendo da brillanti intuizioni start up e nuove imprese.

I tempi sono certamente maturi anche per gli uomini -sebbene alle donne si chiede ancora la dimostrazione che possiedono una marcia in più-per cominciare a comprendere il valore non solo economico che le donne portano all’economia e alla società, soprattutto se si sviluppano relazioni di genere in cui lo spazio di affermazione non è più conteso ma condiviso.

Il concerto, infine, è una bella sorpresa perché alle musiche si alternano le parole di Fanny e Clara, pagine di diario, lettere e convincente invenzione letteraria, grazie all’attrice Silvia Sartorio e ai pianisti Chiara Nicora e Ferdinando Baroffio, interpreti intensi delle voci dell’anima e musicale delle compositrici.

 

Clara Schuman e Fanny Mendelssohn: due donne compositrici che vedono il proprio talento sacrificato alle ragioni domestiche, ingabbiato nell’amore secondo i costumi di un tempo in cui – esattamente come oggi – essere donna e coltivare un progetto personale, che vada oltre casa e famiglia comporta molte battaglie e molta solitudine.

Clara Schuman è la talentuosa figlia di un padre per il quale il talento della giovane nella composizione era soprattutto un progetto di affermazione personale. Una volta maggiorenne sposa di Robert Schumann, allievo del padre, e per contribuire al bilancio familiare viaggia per le corti interpretando le musiche del marito che faticano ad affermarsi e nelle quali crede ciecamente, accompagnandole occasionalmente con l’esecuzione di qualche sua composizione.

Ben pagata, gira per l’Europa libera e indipendente senza accompagnatori maschili – una donna che si chiude la porta alle spalle da sola-  ma soffre la straziante lontananza dall’amato Robert. Clara Schumann tenne il suo ultimo concerto pubblico il proprio 12 marzo 1891 a Francoforte.

Fanny Mendelssohn scopre presto che il padre ha già disegnato il suo percorso di donna e di artista, privandola della libertà di costruirselo da sola nel bene e nel male e che il fratello Felix non appena raggiunge un successo personale, critica le sue composizioni. Il rapporto tra loro non è storicamente certo. Tuttavia lei affida  al marito un ruolo emotivamente fondamentale nel percorso personale che la porterà a credere a sufficienza in se stessa per accettare di pubblicare le sue composizioni.

IMG_5455

Un valore aggiunto ho trovato nell’amicizia tra le due donne, elemento fondamentale per la crescita di entrambe.

A presto con i prossimi appuntamenti del Festival!

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...