All’opera…

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by AnnaGoclock

Alessandro Cammarano è il vicedirettore di  http://operaclick.com quotidiano di informazione operistica e musicale.

Nato e cresciuto in una famiglia prevalentemente femminile dice che  ha imparato presto come funziona.

Riproponiamo  – per gentile concessione – il suo pezzo sulla serata iniziale del festival Qual piuma al ventoIMG_8040che stiamo sponsorizzando sui social, e lo ringraziamo caldamente della sua stima ed amicizia, che assicuriamo reciproca, confidando in un altro suo prossimo articolo sul nostro blog.

“La nascita di una nuova associazione musicale è evento da festeggiare, soprattutto se il suo scopo è la promozione di un aspetto specifico della musica, ed in questo caso uno troppo spesso trascurato se non ignorato.
L’Associazione “Chaminade”, fondata pochi mesi fa a Trento da Monique Ciola, pianista di talento e critica musicale, ha come scopo principale, potremmo dire unico, la promozione della musica al femminile. Da qui, in tempi rapidissimi, ha preso forma il Festival “Qual piuma al vento”, provocatorio nel nome ed al contempo capace sin dalla giornata inaugurale di smentire l’adagio misogino del Duca di Mantova.
Il mondo della composizione al femminile è sconosciuto ai più, non solo per quanto riguarda i nomi delle compositrici, ma principalmente per il loro numero.
Ad illuminare questo universo parallelo, abilmente messo in ombra da secoli di maschilismo più o meno dichiarato, ci ha pensato Patricia Adkins Chiti, cantante, musicologa e presidente della Fondazione “Adkins Chiti-Donne in musica”, consulente dell’UNESCO e della Comunità Europea. Dal 1974 la Fondazione ha raccolto e catalogato, grazie ad una commissione di lettori, circa quarantatremila partiture scritte da donne, dall’Alto Medioevo ad oggi, facendone eseguire un gran numero da orchestre internazionali che le hanno accolte stabilmente nei loro programmi.
Nel corso del suo intervento, a Palazzo Geremia, Patricia Chiti ha ripercorso la storia della composizione al femminile. Partendo da Enheduanna, musicista e poetessa sumera del XIII secolo a.C, passando per Calpurnia, moglie di Plinio il Giovane, le monache medievali, le compositrici rinascimentali e barocche, tra le quali Francesca Caccini, per arrivare a Maria Teresa Pinottini, mentore di Mozart durante il suo sogggiorno milanese, a Clara Wieck Schumann e sino ai giorni nostri.
Le donne incontrano ancora notevoli difficoltà ad accedere alle classi di composizione dei conservatori, in quanto, come sostiene con ottime ragioni la Chiti, si preferisce un maschio mediocre ad una donna talentuosa.
Un pomeriggio intenso, segnato da un corposo dibattitto che ha seguito l’esposizione appassionata di Patricia Chiti, donna per le donne e non solo.
Crediamo che iniziative come questa siano da lodare e soprattutto da incoraggiare e sostenere: è sommamente ingiusto inibire il talento e precludere all’ascolto pagine assai spesso validissime.
Corollario della giornata inaugurale del festival il delizioso concerto del Trio Dafne, durante il quale sono stati proposti il Trio op.17 di Clara Wieck Schumann ed il Trio di Rebecca Clarke. Le due pagine sono state eseguite dalle tre giovani comasche con passione, alla quale non è tuttavia mancata una lucida analiticità volta a porre in rilievo le soluzioni formali adottate dalle due compositrici, che si discostano a tratti in maniera quasi sdegnosa dalle codifiche accademiche, il tutto a beneficio di una creatività in alcuni momenti vicina all’iconoclastia.
Nel Trio op 17 di Clara Schumann la stessa forma sonata viene pesantemente, e genialmente sovvertita, con lo Scherzoposto nel secondo movimento ed il Trio collocato nel quarto. Il Trio della Clarke, violista inglese trapiantata in America, è un omaggio alla musica popolare statunitense, nel quale riecheggiano reminscenze jazz che si mischiano a temi irlandesi, il tutto rielaborato in una sorta di omaggio alla danza fatto di dinamiche aguzze e di scarti di metronomo arditi.
Crediamo che di iniziative come questa ci sia un grande bisogno e speriamo che l’esempio trentino possa trovare seguito anche in altre realtà.
Come ha detto una signora del pubblico, intervendo durante il dibattito seguito alla conferenza della Chiti: “Alle donne non viene dato nulla, se lo devono prendere battendo i pugni sul tavolo”; il farlo a suon di musica potrebbe essere un’ulteriore, affascinante, strada da percorrere.”