Julieta o dei sensi di colpa

Tre racconti della Premio Nobel Alice Munro tracciano la trama dell’ultimo film di Pedro Almodovar, Julieta.

Sensi di colpa femminili ne scandiscono l’andamento dall’inizio alla fine, non più donne nell’urlo di una crisi di nervi, ma ripiegate in sé, chiuse, come difronte al dolore e alla scomparsa questa fosse la sola risposta. Assenza che riempie e distrugge. Troppo esagerate nell’amplificare la portata e il valore di certi pensieri, di troppi trascorsi.

Solo nel finale deusexmachina giunge l’allentamento di certe inibizioni in un presagio che tutto scorra.

Un commento

  1. A me è piaciuto. C’è la vita reale nei suoi vari aspetti, amore, illusioni, disperazione, dolore, mistero, speranza. Particolarmente belle alcune immagini della sceneggiatura, come il cervo che corre nella nebbia accanto al treno e che mi ha subito ricordato il bue apparso nella nebbia in Amarcord. Direi film consigliabile.

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