È un’ ‘impresa’ essere donne!

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by Barbara Gramegna

Incontro Anna Clelia Moggia per questioni di scrittura, siamo a San Candido (Bz), ma anche un po’ in India, in Francia, altrove insomma, ma mi sento a casa.anna zenana

Così, seduta davanti ad un delizioso sformato mi racconta del suo sogno, proprio quello di ospitare facendo sentire a casa, nel bel mezzo di un paese, ma al contempo in un mondo a parte, nel suo Boutique Hotel Zenana, nel cuore delle Dolomiti.

Gentile Anna, come Womenoclock non possiamo fare altro che ritrovarci moltissimo nel tuo progetto e nella tua passione. Da quanto tempo lo avevi in mente?

Il mio sogno è sempre stato quello di trovare una casa al centro di un qualsiasi paese dove poterci vivere e ospitare; non appena ho visto questo storico edificio qui a San Candido, dove ora c’è Zenana, ho capito che era la risposta al mio sogno.

Zenana vuole dire qualcosa come ‘gineceo’ e non a caso vi troviamo  nove suites, tutte intitolate proprio ad altrettante donne, reali, divine e immaginarie. Questa è la tua meravigliosa casa che apri agli ospiti. Che significato ha per te?

Si tratta di una collezione di tutte le cose che mi piacciono, che ho raccolto nell’arco della mia vita e che volevo condividere con persone in grado di apprezzare.

Anna è piuttosto timida, seppure determinata e volitiva, e fa parlare più volentieri i suoi oggetti, la cura e la dedizione con cui li ha scelti, piuttosto che essere lei a raccontare di specchi che hanno affrontato imballaggi e navigazioni, di lampadari da Mille e una notte e di tessuti che paiono usciti dalla dimora della Perla di Labuan.

Inoltre, le sapienti scelte di restauro di preziosi parti storiche della casa con l’inserimento  di elementi funzionali e moderni  ne fanno un luogo del tutto originale.

Questa attività imprenditoriale è tutta al femminile, chi condivide questa avventura con te?

Mia mamma, che si è trasferita qui con me, e le mie collaboratrici, tutte donne.

Che cosa pensi possa contraddistinguere una conduzione al femminile di una struttura alberghiera rispetto a una al maschile?

La cura dei dettagli diventa una cosa personale, non legata unicamente alla professione di albergatrice. Ogni cosa che c’è qui è quello che io metto nella mia casa che diventa casa di chi desidera venire qui. Inoltre non ruota tutto necessariamente intorno a criteri economici, come forse accadrebbe se se ne occupasse un uomo. Anche la sensibilità verso l’ospite è diversa, l’empatia che si crea con le persone.

A me Anna pare infatti di averla sempre conosciuta e certo chiacchierare così non lo avrei potuto fare in un hotel qualsiasi.

Che cosa ti hanno espresso gli uomini che sono entrati a Zenana come ospiti?

Tutti molto entusiasti, più di quello che mi sarei potuta aspettare.

Anna, tu e tua madre, con la quale condividi questo meraviglioso progetto, venite dal Sudafrica. Che cosa ci puoi dire di questo potentissimo sbalzo culturale, in cosa vedi analogie o siderali distanze rispetto alle opportunità riservate alle donne in Italia e alla vita femminile in Sudafrica?

Dopo il Sudafrica, la mia vita è stata per un periodo monterossina, nelle Cinque Terre, e direi che lì, dietro ogni attività, ho sempre visto la forza e l’impegno di una donna, mentre in Sudafrica, per diverse ragioni, il ruolo delle donne è molto meno incisivo.

Del Sudafrica Anna e Maria, sua madre, mi parlano con  coinvolgimento emotivo e dovizia di particolari fornendomi un punto di vista del tutto lontano da quello a me finora noto e che, solitamente, si associa a questo potenzialmente ricco paese, ora non propriamente per ‘bianchi’, tantomeno per ‘bianche’.

Sempre a proposito di donne, trovandoti ad accogliere molte persone provenienti da tutto il mondo, quante sono le donne in vacanza e in viaggio da sole?

Le poche che ho visto finora non sono italiane. Sono comunque donne molto coraggiose, che attraversano dei percorsi con lo zaino sulle spalle e affrontano l’avventura senza timori.

Anna, uomini a Zenana, in qualità di cosa?

Di figli,  i miei due, che non si interessano minimamente a Zenana. Per altri non c’è posto…io sono una che dove e come mette le cose, lì e così le vuole ritrovare, in senso sia materiale che metaforico! Difficile quindi per me pensare attualmemte a collaborare con degli uomini.

Anna però non pensa solo alla sua attività imprenditoriale, ma anche a valorizzare talenti e attività professionali di altre donne e di farle conoscere alla comunità.

Per questa ragione nasce ‘Tre Cime di Donne’, un sodalizio che dà il nome anche a un’iniziativa che, insieme a due amiche, avete ideato per vivacizzare  le serate estive di abitanti e villeggianti qui a San Candido. È così?

tre cime programma

Sì, ‘Tre Cime di Donne’ nasce con Stefania Colussi ed Elisabetta Di Pauli e intende offrire un ciclo di serate a sfondo culturale e al femminile per dare un po’ di spessore alle proposte di San Candido; ‘Tre Cime di Donne’ coinvolge per cinque mercoledì consecutivi ospiti non famose ma importanti, che si distinguono nel mondo della cultura, delle arti, della società, dell’imprenditoria, intervistate da altre donne e che abbiamo pensato di fare conoscere a uomini e donne che abbiano voglia di ascoltarle.

Le serate si svolgono nella location intima ed accogliente di Tonini Interiors , all’inizio della zona pedonale, dove ci aspetta Elisabetta Di Pauli.

Dopo l’incontro la serata continua con un piccolo rinfresco allo Zenana, pochi passi più in là, dove, insieme a Stefania Colussi, agevoleremo lo scambio di opinioni e chiacchiere  fra  i partecipanti e le protagoniste.

…ed è andata proprio così la prima serata, che si è  già svolta con successo e soddisfazione.

Grazie di cuore Anna Clelia Moggia, vera e propria Womanoclock!