Harper Lee

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by Lidia Amalia Palazzolo

Era scapolo, ma dava l’impressione di covare piacevoli ricordi”

Che scoperta!

Su “Il buio oltre la siepe” forse si è scritto tutto. Può darsi che io sia una donna piuttosto distratta (ma non ho perso un figlio in guerra), nonostante non mi sembra di aver letto granché sul secondo e ultimo libro di Harper Lee: “Va’, metti una sentinella”, pubblicato da Feltrinelli, 2015.

Lei aveva dichiarato, smentendo che fosse il sequel del pluripremiato e Pulitzer, che lo aveva scritto prima.

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Non è importante: si legge da solo. E per chi non la conoscesse risulta una meravigliosa scoperta, una rivelazione, un’ammirazione che ti fa desiderare di leggere tutto ciò che ha scritto. Purtroppo non c’è altro. Ma rimane il sorriso ebete stampato in faccia mentre viaggio in treno verso il lavoro. Resta il riso che vorrebbe esplodere ma nel silenzio religioso degli smartphone non sarebbe ben interpretato.

Rimane questo piacere immenso per la sua ironia, a volte acida, descrivendo un’America profonda, bigotta, razzista, classista, maschilista, disincantata (come diavolo è potuta diventare un modello da imitare?) che, tuttavia, ha fatto nascere una scrittrice davvero esemplare.