Adesso io

by deborah b.

Ogni volta era un profumo, nuovo, intenso, attraente.
Ogni volta che te ne andavi il profumo sempre lo stesso: eccitante a tratti sprezzante.
E più cercavo di allontanarti, più il tuo profumo m’attraeva a te.
Divoravi tutto il mio tempo, incessantemente, tutta la mia mente, tutto il mio ego, ogni giorno, ogni
istante.
Ostinatamente mi convincevo che la mia vita non sarebbe stata vita senza te.
Quanto incanto, quanto dolore, era diventato un alterno e sottile gioco di rischio, emozioni, sfida.
E come m’innalzavi su un piedistallo mi demolivi, lentamente.
Quant’ho sperato che cambiassi, quanta energia avevo investito, quanto avevo aspettato ma ogni volta
una giustificazione, una richiesta di tempo, un ricorrente cambierò. Già, perchè eri esperto nel
trovare scappatoie dalla parvenza plausibili ed insindacabili.
Mi stavo abissando nella mia sola illusione, in un tetro e morboso coinvolgimento del quale non
riuscivo più a farne a meno.
Mi sono fatta calpestare per dedicarmi a te completamente, lentamente mi sono annullata in virtù di
quell’amore che era diventato sinonimo di gelosia immotivata e crudele, spaventata nel effettuare
qualsiasi tipo di passo nella direzione di una riconquista della mia integrità.
Ero il sole che splendeva ma troppo spesso congelato da te così potente, così devastante.
Eri diventato una gabbia, fatta di pareti di mera illusione, logorio, senza prospettiva, senza vie di fuga.
L’astinenza, i dubbi mi aggredivano ferocemente tra la folla, l’ossessione, il terrore di una mancanza
nella mancanza.
Quante volte ho cercato di dire basta, non era vita quella: anche a distanza riuscivi a manovrarmi con
una telefonata o con un banale messaggio che tanto banale non era dato che riuscivi a farmi o non
fare una data cosa.
E rabbia, rancore, sensi di colpa, annientavano la mia capacità critica umana.
Non c’era più niente di umano, niente che assomigliasse ad amore ma, la paura di volare, di
affrontare, di non riuscire mai nelle cose mi legavano a te che conoscevi bene i miei segreti ed
altrettanto bene le mie debolezze.
Quante volte ti maledii, ma… smisi. Così in un giorno qualunque, senza motivo o per troppi.
E tutta quell’angoscia di sogni infranti, di aspettative disilluse, di solitudine, si trasformarono giorno
dopo giorno in vita curiosa ed inebriante di essere vissuta.
E’ bello sorridere ancora…

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