by Womenoclock

In uno dei miei incubi peggiori e più frequenti apro la bocca per parlare ma non ho voce, cerco di urlare ma dalla mia gola non escono suoni.

In confronto a quello che accade nella realtà questo è un bel sogno.

Nel nostro quotidiano accade infatti di sentire le nostre stesse parole utilizzate per zittire le nostre voci che si esprimono a favore di una maggiore partecipazione politica delle donne.

“ La doppia preferenza di genere è antidemocratica, discriminatoria e sessista”

“ Vorrei poter votare indipendentemente dal sesso, ma basandomi semplicemente sul vissuto, le conoscenze, le capacità”

Dunque, ricapitoliamo.

Stiamo parlando di favorire l’accesso delle donne alle Assemblee rappresentative degli enti locali. E questo si pensa di farlo non soltanto imponendo ai politici di candidare un certo numero di donne, ma anche dando a* cittadin* la possibilità di votare per due candidat*,  a condizione  però  che la scelta ricada su persona di sesso differente rispetto a quello del destinatario della prima preferenza.

Cioè se sulla scheda è  riportato il nome di due uomini o di due donne, il      secondo voto viene  annullato.

Questo tipo di misura ha lo scopo – ed a mio avviso il pregio  – di voler ‘abituare’ a votare sia per uomini sia per donne, concorrendo così a realizzare quel clima culturale favorevole all’idea che il rinnovamento di cui hanno bisogno le Istituzioni passa prima di tutto per una rappresentanza dei generi più equa.

In questo modo si agisce sia sulla candidatura, sia sul voto: in termini più tecnici sia sull’ elettorato passivo che su quello attivo.

Ma questo è considerato discriminatorio, antidemocratico e sessista

Qualcuno sa spiegarmi come questo è possibile?

Posso essere d’accordo su una cosa sola, e cioè sul fatto che troppo spesso non si conoscono le donne candidate per cui votare, perché non hanno un’esperienza personale, loro non hanno conoscenze e quindi noi non sappiamo quali siano le loro capacità e competenze.

Ne consegue che dare a loro il voto potrebbe  effettivamente sostanziare una scelta  determinata esclusivamente da motivi di genere. Ma anche questa è una libertà.

“ Vorrei poter votare indipendentemente dal sesso, ma basandomi semplicemente sul vissuto, le conoscenze, le capacità”

Il motivo per cui il legislatore nazionale ha introdotto delle misure correttive come le quote – che mi rifiuto di definire rosa – e la doppia preferenza, però è proprio quello di cominciare a permettere alle donne di farselo questo vissuto, di costruirsela questa esperienza, di acquisirla questa competenza ed impiegarla a favore della comunità degli uomini e delle donne.

Quindi se vogliamo lasciare le donne fuori dagli organi decisionali  dobbiamo continuare a non permettere loro di costruirsi un curriculum  e possiamo persistere ad imputare a loro stesse questa colpevole mancanza.

Il principio di pari opportunità viene così  semplicemente aggirato, rappresentando come se fossero esclusi e discriminanti coloro che invece escludono e discriminano.

La situazione è grave e pericolosamente anacronistica.

Gli uomini trentini esaltano le virtù delle loro madri, mogli e figlie, la loro capacità di lavoro, di sacrificio, l’impegno, la dedizione e la loro intelligenza, ma quando si tratta di permettere loro di esercitare queste virtù nello spazio pubblico, si sentono discriminati.

Sono giovani eppure si preoccupano di essere costretti a votare donna, sono maturi eppure arretrano davanti all’idea di doversi misurare con le capacità di una donna, che avrà sempre e comunque meno esperienza di loro, ma forse più motivazione ed entusiasmo e sicuramente un’altra visione.

Un altro approccio ai problemi consolidati, un altro punto di vista, altre proposte di soluzioni ad un bisogno misconosciuto o a un problema inesistente.

Insomma, se la libertà di opinione vale più della parità di genere, l’opinione delle donne vale di meno per via del loro genere.

 

Art.3 Costituzione  “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”.

 

Rispondi Inoltra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...