La Polizza

by Luisa Sax

Lo spicchio visibile di un glorioso tramonto milanese tra le case, mi colse (e turbò) a tradimento, proprio mentre uscivo, incavolata, sulla strada che dava a OVEST e pensavo, rimuginando, che ufficialmente ero stata fregata ancora una volta dal braccio armato (di moduli firmati) delle impiegate dell’Assicurazione.

Anche stavolta non ero colpevolmente riuscita a evitare la trappola che gravava, come da contratto, sulla mia Polizza Sinistri: il famigerato TACITO CONSENSO mi aveva portato, mio malgrado, al TACITO RINNOVO , o viceversa…

Inaspettatamente, però senza colpa né merito, a tradimento, in strada venivo investita da una inattesa, pericolosamente esaltante visione, pur senza aver firmato alcun consenso.

Alzando lo sguardo fui travolta dal fantastico tramonto arancione- ambrato che il nostro astrale dominatore stava elargendo, generosamente, ai viventi sotto il cielo di Lombardia che in quel momento miravano in direzione Piemonte e che mi stornò dagli ombrosi pensieri lesionisti-vendi-cattivi che avevano cominciato a farsi largo nel mio animo.

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Anche stavolta era inutile battere i pugni: sopportai eroicamente quella visione, apocalittica e spiazzante, nella sua fugace grandiosità.

Un pugno al mio sguardo corto e alla mia piccolezza esistenziale.

Immaginai di farmi subito promotrice di una nuova polizza assicurativa, che proteggesse dalla mancanza prolungata di immagini illuminanti.

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