“Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguate e felici”, Veronica Pivetti a Biblioé

by Marionoclock

Domenica 23 aprile Veronica Pivetti è intervenuta a Biblioé, la festa delle biblioteche trentine, per presentare il suo nuovo libro, “Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguate e felici”, appena uscito da Mondadori.

Sorriso contagioso, brillante ed ironica (“ci si può permettere di essere ironici solo se si è capaci di auto-ironia” ha detto), Veronica Pivetti racconta al pubblico che il libro è nato letteralmente dalle ceneri di un incendio. Sì, perché qualche anno fa, per colpa di un pentolino di tè lasciato sul fornello, l’attrice e doppiatrice (sua la voce della transessuale Agrado in “Tutto su mia madre” di Almodovar, tanto per citare un doppiaggio di cui va molto fiera), assiste impotente all’incendio del suo appartamento a Roma, da cui salva “solo” se stessa e i due amati cani.

“Il nero che resta dopo il fuoco, per assurdo, è bello, scenografico”: da quel buio che segna un confine tra un prima e un dopo Veronica infatti sa trarre una grande risorsa, perché “un incendio che si porta via tutto in realtà ti regala la memoria”.

E lei, nel ripensare a ciò che ha perso, a ciò che le è rimasto, inizia a ricordare ciò che è, ciò che era.. e Veronica Pivetti era una bambina felice che studiava dalle suore, andava in colonia, giocava con la Barbie e frequentava la scuola di danza… la scuola di danza, già. Dove avere a sette anni un trentasei di scarpe reso ancora più lungo dalla punta di gesso rappresenta la prima occasione per vergognarsi del proprio corpo…e al corpo e alle torture a cui viene sottoposto per assecondare i modelli che nulla hanno a che vedere davvero con ciò che è la bellezza di una donna, Veronica Pivetti dedica diverse pagine, scritte con stile graffiante e sempre in tono divertente (“alla depressione ho già dedicato un altro libro”, dice, sempre con un sorriso).

Nel leggere al pubblico un esilarante brano sulla depilazione, Veronica Pivetti confessa senza timori di piacersi irsuta e anche spettinata perché si vuole bene, quindi consiglia alla platea femminile di “tenersi il corpo com’è, così come ci ha insegnato il femminismo. Femminismo, ecco l’ho detto… pronuncio questa parola senza vergognarmene, anzi, ribadisco che il femminismo è importante, che ce ne vorrebbe ancora molto”.

Parla ancora di tante cose, Veronica Pivetti – del legame d’affetto con sua sorella, del successo del suo lavoro (“faticoso, tanto, ma anche divertente”), dell’insuccesso di un progetto cui teneva molto (il suo film sull’omosessualità, “Né Giulietta né Romeo” pur patrocinato da Amnesty International non è mai stato distribuito).

Alla fine un sacerdote si alza dalla platea e le fa i complimenti per aver indicato al pubblico intervenuto, e soprattutto alle persone più giovani, “un’idea e un percorso di libertà, di cui si ha tanto bisogno”.

“Grazie dell’omelia”, chiosa lei divertita, dimostrando fino all’ultima battuta di possedere davvero intelligenza e bravura.

Veronica Pivetti, Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguate e felici, Mondadori, 2017ù

 

One comment

  1. va accettato che esistono corpi maschili e femminili fisicamente più belli di altri, non c’è niente di male. E va bene se se si piace spettinata e irsuta, ma depilarsi e pettinarsi non è indice d scarso amore di sè,una persona uomo o donna che si depila e si pettina anche per puea estetica è persona libera come chiunque altro, ci prendiamo cura del nostro aspetto anche per noi stessi, io barbuto non mi piaccio, mi rado e sono libero

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