Un incontro tardivo

by Patrizia Argentino

Quando l’11 aprile del 2008 appresi la notizia dell’uccisione di Pippa Bacca, rimasi sconvolta. In realtà la conoscevo poco come artista, ma mi aveva intrigato l’idea originale della sua performance itinerante chiamata “Spose in viaggio”. Pippa si proponeva di attraversare assieme a un’altra amica performer, in autostop, 11 paesi teatro di conflitti armati, vestendo un abito da sposa, per promuovere la fiducia e la pace nel prossimo. Venire quindi a sapere che fosse stata assassinata proprio durante l’attuazione di questo suo coraggioso progetto, mi sembrò ingiusto. Inaccettabile. Tanto che non potei trattenermi dal buttare giù immediatamente dei versi, di dolore e rabbia allo stato puro. Gli stessi che mi valsero un mese dopo il primo premio a un concorso letterario e che oggi voglio farvi leggere.

Di Pippa conservo l’immagine disarmante e dolce della ragazza in abito bianco. Più tardi seppi che abitava in una via a poche centinaia di metri da casa mia. Ecco, il mio rimpianto è non averla conosciuta prima. 

Un incontro tardivo
il nostro.

Ora che non è più il tempo
di raccontarci il mondo,
a te sopravviveranno
i sogni
e le nuvole ne calmeranno l’afa.

A te sopravviverà il vestito
che dalla pioggia verrà lavato
del rosso
e del bianco suo vigore.

Un incontro tardivo
il nostro.

Ora che non è più il tempo
del tuo sorriso,
a te sopravviverà lo spreco
di chi non ha capito,
nè mai potrà capire
il bianco tuo candore.

Dedicata a Pippa Bacca

Photo by Mimma Livini

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