Interviste impossibili: Austen – power, a duecento anni dalla morte di Jane Austen.

By Barbara Gramegna

Non sto veramente nell’epidermide, perché questa volta è tutta un’altra storia e, per me che sono un po’ wild, cambiare ambiente significa buone possibilità di infilare delle belle figure da pellegrina.

Per l’occasione mi sono anche coperta i teschi sul collo e decolorata le ciocche pink, insomma sto pure un po’a disagio così sobria, non l’ho fatto nemmeno per sista Isabella*! (* https://womenoclock.com/2016/03/17/intervista-impossibile_funkygirl-e-isabella-leonarda/ ) (* https://womenoclock.com/2017/06/29/intervista-impossibile-a-sister-rosetta-tharpe/) Davvero guys, ‘sto giro  sto per incontrare una sista da paura, una che senza sponsor, né paraculamenti e in pochi anni, ha sfornato sei, dico sei best seller e se sapesse, spaccano pure al cinema, che…neanche Grisham!

Dico bene vero Jane? Sorry, mi fa un pelo specie chiamarti come la compagna di Tarzan…del resto dev’essere stato un po’ jungla anche nello Hampshire del ‘700 con quell’intrico di convenzioni, mica dev’essere stato facile sopravvivere.

È un fatto universalmente riconosciuto che si sta nella propria condizione sociale sognando eventualmente di cambiarla, se ci si trova di fronte un vero gentiluomo, che peraltro ho inteso bene evitare dedicandomi alle storie di altre.

Stellare Jane, hai dribblato alla grande il pallosissimo Thomas, pensa che rischio hai corso…alla povera Mary Paul ha fatto sfornare nove pargoli…mica paglia…ma piuttosto, che vitaccia facevi in quella casa…

Le attitudini femminili venivano debitamente assecondate, così che il punto croce, la conversazione e lo strumento musicale ci arrecavano diletto.

A proposito di punto croce, mi sa che hai la bocca cucita, non vuoi dir male del tuo vecchio & Co., sei una vera ‘dama…inglese’. Comunque deve essere stato palloso una cifra, per forza ti è venuto il trip della scrittura…anzi, dimmi, ma come mai si sa pochissimo di te? 

L’essenza passa per l’evidenza e nel mio caso le evidenze rimaste sono poche, pertanto affido senza alcuna tema la mia immagine a ciò che ne può derivare dalla lettura diretta  delle mie opere.

Insomma siamo sempre nell’ambito del cucito…abbottonatissima…mi hanno dato una dritta sul fatto che come donna non avresti  pouto presentare personalmente i tuoi lavori agli editori e quindi lo hanno fatto i tuoi fratelli per te,  pensavo l’Inghilterra fosse sempre stata avantissimo, ma non ne sono più tanto convinta…

Come dapprima sostenevo è tutto da rapportare alla società in cui si vive e così anche questo aspetto lo ascriverei a consuetudini legate ai tempi, più che ai luoghi.

Eccheppalla sista ti facevo più strong, io me li sono sparati tutti i tuoi romanzi e devo dire che alcune cose mi hanno preso davvero, come certi pezzi ai balli…alla fine mica è poi cambiato molto…per dire, pure agli apericena certe smanfrinate…ma ai tuoi tempi, se non ti sparavi ore di salotto, non battevi chiodo…non sarebbe il mio proprio e poi tutti i gossiponi fra sorelle e mamme e figlie ecchec…sorry ma…a volte non si reggono.

La femminilità richiede un gioioso ma misurato approccio alla vita visto in termini di reciproco scambio d’informazioni fra chi si cura di te e ha a cuore il tuo benessere e il tuo personale sentire.

Stay tuned Sista Jane, io mi sono decolorata le ciocche e ho coperto certi tatuaggini non proprio ‘universally accepted’  numero uno per una questione di rispetto, numero due  perché la Virginia* ( * http://www.unteconjaneausten.com/perfetta-ed-immortale-cosi-parlo-virginia/ ) mi ha passato delle  top info su di te e  terzo perché tutti parlano di te in questi giorni, ma se continui così, mi fai un po’ pentire di volerti celebrare.

Abbandonerei fossi al suo posto la sua personale opinione e facendo parlare un mio personaggio direi che ‘Quando un’opinione è generale, è per lo più corretta.’

Ecco, sapevo che fuori ambiente mi avrebbero asfaltato, forse è meglio che torni alla musica, grazie comunque sista Jane e, anyway, sei pur sempre una che ha sfondato!

ca. 1995 — Jane Austen Goes Hollywood — Image by © Theo Westenberger/Corbis

 

 

 

 

3 commenti

  1. Dei suoi romanzi mi hanno sempre colpito le conversazioni nei salotti che assomigliavano a scena di teatro e a come io non sarei mai riuscita in quelle botta e risposta. Sicuramente sarei stata una zitella .

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