I Morti

by Silkoclock

Tutto sommato e facendo mille scongiuri, non era mai stata meglio.

Il lavoro, la salute, le amicizie, tutto sembrava andare bene.

Persino il suo vecchio cane malconcio non si dava pensiero dei suoi acciacchi.

Prima, era stata sempre piuttosto male, e a disagio, ma più allegra forse.

Pensò che questo era invecchiare. Perdersi nelle piccole cose che consolano, assaporare i momenti, con un sottofondo di scontento.

Doveva essere questa la vecchiaia.

Gli amori, gli affetti l’avevano a lungo sopraffatta e ferita, in passato.

Ora erano ricordi sfumati e quasi dolci, di gente un po’ grulla, che chissà che voleva.

I morti, finalmente, pacificati e in quanto morti assestati al loro destino.

Alcuni erano stati divorati dal fato, altri vivevano ancora come in una luce d’alba.

Erano quei mattacchioni di morti che ogni tanto la venivano ancora a cercare, con le loro stupidaggini di un tempo.

Ma erano, oramai, sciocchezze appunto. 

Inutile aversene. E invece di piangere, rideva.

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