Il momento giusto è ora

by Mariono’clock

Sono quella che si definisce una “late bloomer”. Sí, faccio parte della schiera di persone che trovano tardi la loro strada, forse perché tanto tempo prima hanno abdicato alla loro vera natura e vocazione.
Rispetto alla mia generazione, mi sono laureata tardi (“voglio farlo bene”), ho preso la patente tardi (“in città a cosa serve?”) e passati i cinquanta sono ancora convinta che presto inizierò a guidare – già, perché non l’ho ancora fatto. Ho messo al mondo un figlio all’etá in cui mia nonna divenne, per l’appunto, tale (“altri tempi”). Ho avuto un lavoro fisso tardi (“devo provare cosa mi piace davvero”) che penso spesso di cambiare (e non credo neppure che mi sará impossibile); ho acquistato una casa tardi (“tremo all’idea di diventare stanziale” e infatti penso ancora di trasferirmi altrove).

Soprattutto, ho preso assai tardi consapevolezza di ció che significa davvero per me essere una donna – perché donne non si nasce ma si diventa, come c’insegnó la filosofa francese che pure lessi intorno ai vent’anni, evidentemente senza aver fatto mia la sua lezione. Dopo cinquanta anni, un marito e due figli, sono diventata femminista, cercando di mettere in pratica quanto appreso dall’incontro con altre donne, femministe militanti, lesbiche, intellettuali (una condizione non esclude l’altra), che avevano vissuto ogni oppressione e liberazione, loro sì, a tempo debito. Portando abbastanza scompiglio nel mio mondo familiare costruito su altre ideologie (“un’altra me”), dopo i cinquanta ho vissuto la ribellione dell’adolescenza che evidentemente non avevo messo in atto e ho sperimentato cose che avrei voluto o dovuto fare allora.
Guidata dall’idea irreale ma confortante di una possibile longevità ereditata da alcune ave morte lucide dettando le loro ultime volontá, ferree fino all’ultimo respiro, penso o m’illudo che ho ancora molti anni davanti per veder sbocciare e mettere a frutto i doni delle mie potenzialità di essere umano. Penso che come donna potrò fare ancora tante cose, realizzando tutto quello che mi frulla in testa. Ogni notizia di donne che a 65 anni pubblicano il loro primo romanzo, che a 70 iniziano ad andare in palestra diventando campionesse di body-building, che a 80 partecipano a maratone o scalano un 8000, che a 90 suonati prendono con la stessa ​nonchalance​una laurea o un marito, non fa che confermarmi nel mio delirio di onnipotenza.

Dunque, mi domando, mentre sogno ad occhi aperti: ora cosa mi attende? Sono quasi convinta che una nuova, ennesima vita si stia approssimando per me, ed è normale, con questa visione e con quello che ho già sperimentato, che il mio motto sia passato da “non è mai troppo tardi” a “abbi paura ma fallo ugualmente”!
Ci vuole un bel bagaglio, per il viaggio da ​late​​bloomer​: bisogna avere autoironia, essere in pace col proprio aspetto fisico e col proprio corpo, aver accettato i propri difetti, aver riconosciuto e dato il giusto spazio ai desideri e al potere della bambina che eravamo, essersi concesse finalmente di divertirsi.

Ho dei progetti, alcuni folli per la mia età, suppongo. Se avete anche voi una magnifica ossessione, perseguitela. Forse anche voi vi scoprirete ​late bloomers​. Qualunque la vostra età, il momento giusto per essere felici è sempre ora.

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