Essere confuse

by Luisa Sax

Essere confuse verso i sessant’anni probabilmente è normale…un po’ come essere confuse prima dei 20 : bisogna, ancora una volta, organizzarsi, o meglio, riorganizzarsi.
Non siamo proprio vecchie, ma siamo in divenire, abitiamo nuovamente un corpo che cambia abbastanza velocemente.
Purtroppo stavolta non si evolve ma si involve: fisicamente tutto va al rovescio e perdiamo le forze.
Magari abbiamo raggiunto dei traguardi ambiti, siamo riconosciute, oppure siamo miracolosamente andate in pensione…e ora ? Cosa raggiungere? Quanto e per quanto ancora ambire?
Regalare pillole di saggezza alle sconosciute, o nei blog, se non si hanno figlie e nipoti, ci può bastare ?
Quanto sarà intelligente aspirare alla famigerata vecchiaia attiva e serena ?

Meglio fregarsene, come molte artiste, cantando e e indossando abiti “alla moda quasi punk” fino alla fine ?
Resistere alla trasformazione usando lifting e creme costose, o invecchiare semplicemente, lasciandosi andare, o meglio, lasciandosi essere ? Magari resistere quel tanto che basta a non precipitare… (giusto per non impressionare le amiche e i condòmini)
Ho visto una ‘grande vecchia’ come mia madre, combattere strenuamente, e poi gradatamente cedere, infine, quando posseduta per gran parte dal declino mentale, rinascere, lasciandosi vivere animalescamente. Ecco, l’animale, il cervelletto primordiale, l’atavico, ci salverá, traghettandoci pietosamente o impietosamente all’uscita finale, dove, se si è fortunati, avendo conservato degli amici/amori o estimatori, ci sará il commosso applauso del pubblico per chi esce di scena.

Applaudire ai funerali una volta mi sembrava volgare, ma ora ritengo che sia corretto.
Un applauso per ciò che siamo state, ma anche un applauso di incoraggiamento per la nostra uscita di scena e per la nuova parte che ci attende. 

Se il pubblico dovesse essere scarso, dato che purtroppo non è ancora comune l’uso di diffondere applausi preregistrati, bisognerá accontentarsi solo di qualche lacrimuccia e qualche faccia triste…salvo sorprese: sulla infiorata bara di mia madre, sul finire del rito funebre, si posò un vivacissimo, improbabile, uccellino che poi tornò cinguettante a volare alto nel cielo lasciandoci consolati.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...