Una donna che ha fatto Tex-to

By Barbara Gramegna

A Milano fino al 27 gennaio, al Museo della Permanente, è proposta una celebrazione del fumetto più venduto d’Italia: Tex, il famoso ranger, che ha compiuto 70 anni il 30 settembre dell’anno scorso.

Gli scenari del così longevo fumetto sono quelli della frontiera americana, delle tribù pellerossa, di uomini attaccabrighe, molti uomini, poche donne.

Una donna, che con la sua determinazione ne ha però indubbiamente determinato le sorti, è stata la signora Aristea Bertasi, più nota come Tea Bonelli, moglie del creatore del personaggio di Tex, Giovanni Luigi (Gianluigi) Bonelli.

 

La signora Bonelli, citata solo a margine della grande storia di Tex, è invece da ricordare per due fondamentali ragioni, una professionale e una umana: assunse la conduzione delle Edizioni Audace (germe della futura Sergio Bonelli Editore) a dispetto del difficilissimo periodo storico (Milano a quell’epoca era sotto bombardamento) e continuò a collaborare con il marito nonostante le sue numerose infedeltà.

Nel 1943, infatti, Gianluigi Bonelli, che aveva 35 anni, in fuga dai rastrellamenti bellici, riparò in Svizzera, mentre Tea fu costretta a fuggire con il figlio undicenne in Liguria, ove fini a Lorsica, un paesino di poche anime. Al suo ritorno i due coniugi si separarono, ma l’avventura imprenditoriale proseguì. Fu proprio Tea, casalinga ben poco interessata ai fumetti, che ebbe l’intuizione di chiamare, nel 1948, Aurelio Galleppini per realizzare le prime tavole grafiche che dovevano dare vita ai due personaggi creati da suo marito: Occhio Cupo e Tex Willer.

Galleppini, in arte Galep, realizzò da quel momento in poi la bellezza di 15.265 tavole per un numero complessivo di 109 storie e determinò ampiamente il successo del fumetto.

Insomma, la lungimiranza e l’intuitività della signora Tea, avrebbero meritato di certo maggiore riconoscimento. Non solo si occupò della casa editrice con doti manageriali inaspettate, ma seppe mettere da parte il risentimento a favore dell’indubbio talento e prolificità creativa del marito, per il quale, senza essere mai stata accreditata, effettuò anche alcuni disegni.

2 commenti

  1. Un fumetto che da ragazzina lessi con piacere , anche perché Tex era amico degli indiani..se ben ricordo..
    Non conoscevo la storia della signora Tea e mi fa ancora più piacere averlo amato come fumetto..grazie per avercelo raccontato..

    • Grazie! Sì, è così, all’epoca una posizione coraggiosa, visto che l’epopea western del cinema raccontava solo il punto di vista dei bianchi. La mostra è ben concepita, se ti capita di potere andare.

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