Intervista a Nadia Terranova

By Barbara Gramegna e Nadia Terranova

Barbara Gramegna – Buongiorno Nadia, ci siamo conosciute a Bolzano alla presentazione del tuo libro “Addio fantasmi ”, da poco uscito e già di grande successo…Che tipo di ruolo ha lo scrivere nella vita della donna Nadia Terranova e come viene considerato/percepito dagli uomini a lei più vicini (parenti, amici…)?

Nadia Terranova – Scrivo tutti i giorni, è il mio mestiere, il mio modo di stare al mondo. A volte lascio che un romanzo cresca dentro di me per mesi, prima di cominciare, ma scrivo comunque tutto il resto, articoli, racconti, libri per ragazzi… Non ho mai pensato a quale fosse lo sguardo maschile sul mio mestiere, posso dire però che il mio compagno mi ha sempre appoggiato e sostenuto.

BG – La scrittura è rapporto intimo e profondo con una lingua. Come aiuti a plasmare a ad arricchire la tua e cosa potresti suggerire ad altri di fare per trovare la propria voce narrativa?

NT – Bisogna essere in contatto con la propria interiorità, molto in contatto. E con la vergogna, con ciò che brucia, con i propri dolori e la propria carnalità, che vuol dire anche sensualità. E andare a fondo di tutto.

BG – Fra la tua produzione ci sono racconti per bambini, che cosa pensi ci sia da dire ai bambini di oggi e come credi sia il modo giusto per dirlo?

NT – C’è sempre bisogno di belle storie che non soffrano di costrizioni moraliste.

BG – Igiaba Scego ha intitolato un suo libro “La mia casa è dove sono”, tra il resto ho sentito che ne hanno fatto uno spettacolo teatrale proprio recentemente. Nel tuo ultimo romanzo “Addio fantasmi” si puó dire che, insieme agli altri personaggi, anche una casa sia protagonista. Cosa significa per te “sentirsi a casa” e cosa pensi sia importante oggi sottolineare rispetto a questo tema, vista la quantitá di persone a cui viene negata la possibilitá di potere arrivare a questa tranquillizzante affermazione?

NT – Ognuno ha il diritto di sentirsi a casa dove crede, pensare di poter mettere barriere alle migrazioni è un’idea folle, narcisista e inutile.

BG – La presenza assente o l’assenza presente sembrano nella loro connotazione ossimorica ideali per definire molte relazioni affettive. In “Addio fantasmi” è l’assenza di un padre/marito a pesare moltissimo nell’economia di tutta la vita delle protagoniste. Non pensi che anche la presenza assente di diversi uomini sia qualcosa che mina al giorno d’oggi la sanità di molte famiglie? In che misura credi che la presenza inefficace e sbiadita o delegittimata di molti padri/mariti, sia anche peggio, a volte, di una inspiegabile assenza?

NT – A volte l’assente è il padre, a volte la madre, a volte il figlio. Non conosco nessuna famiglia tradizionale che funzioni davvero. Andiamo tutti avanti così, zoppicando.

BGNadia, insieme a Womenoclock, ti ringrazio moltissimo per le tua disponibilità, oltre che per le tue qualità narrative!

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...